Chi è Anna Dal Bo
| Ha iniziato ad occuparsi di ceramica nei primi anni ottanta ad Urbino, dove frequentava l'università. Qui ha avuto modo di entrare in contatto con la ceramica di Casteldurante, una scuola di antica tradizione, con importanti maestri ed i loro "segreti di bottega". | ![]() |
![]() specchio Aenigma |
Ritornata a Treviso, sua città natale, prosegue
il perfezionamento delle diverse tecniche ceramiche presso varie botteghe artigiane. In questo suo percorso di approfondimento, incontra la ceramica Raku, così aliena dai metodi costruttivi e decorativi ma soprattutto dall'estetica della tradizione europea. Inizia allora una nuova fase di studio e ricerca che la porterà a cambiare radicalmente tutta la sua produzione. |
| Nella realizzazione di oggetti tipici della produzione ceramica tradizionale (vasi, piatti, cornici per specchi) affianca ad un'elaborazione di forme originali e talora inusitate di ispirazione organica e fitomorfa, il trattamento raku delle superfici a smalto o ingobbiate, aggredite ed erose dall'azione invasiva del calore. Ecco allora comparire le caratteristiche craquelures o riflessi di tono metallico, effetto di reazioni di ossidoriduzione, che catturano l'attenzione e la trascinano sulla superficie alla ricerca di ogni anfratto, ogni minima asperità della materia, traccia di del passaggio del fuoco, sentito e vissuto come l'energia creatrice e trasformatrice dell'universo. Davvero un'estetica (aisthetikè) nel senso letterale del termine e cioè "sensibilità", assolutamente autre, diversa e lontana dagli orizzonti di questo Occidente, che si mostra talora un po' stanco nel suo rincorrere le rivoluzioni delle tecnologie che ci allontanano dal rapporto con la materialità degli oggetti. | Sibilla |
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